4 trucchi per rendere piacevole l’apprendimento della lettura e della scrittura a tuo figlio -Parte 2° la motivazione

Sara Caretta/ gennaio 9, 2017/ categoria genitore, Senza categoria/ 0 comments

Il Secondo trucco di fondamentale importanza per creare un contesto piacevole per imparare a leggere è quello di:

Stimolare la motivazione intrinseca

La differenza tra la motivazione estrinseca ed intrinseca è molto semplice, ma le conseguenze se si stimola uno o l’altra sono altamente differenti.

La motivazione estrinseca, cioè esterna si basa sulla gratificazione data dall’esterno che può essere un voto, piacere ai genitori oppure una ricompensa.

“Faccio questo esercizio così la mamma e il papà mi danno la caramella”; “faccio il bravo così mi comprano il giocattolo che voglio.”

Questo tipo di motivazione è a breve durata e ha sempre bisogno di aggrapparsi a qualcosa che si trova fuori di sé.

La motivazione intrinseca, invece, viene da dentro: “leggo questo libro perché voglio capire la storia”, “ imparo ad andare in bicicletta perché mi diverto e posso andare al parco”, “voglio imparare a leggere perché così mi sento più grande”.

La motivazione intrinseca avviene, quindi, quando un bambino si impegna in un’attività perché la trova stimolante e gratificante di per se stessa, e prova soddisfazione nel sentirsi sempre più competente. La motivazione intrinseca è basata sulla curiosità e sul bisogno di esplorare l’ambiente alla ricerca di nuove informazioni e soluzioni.

Uno dei motori interni alla motivazione intrinseca è l’interesse, cioè l’essere fra le cose. Stare in interazione in una situazione crea una propensione interiore a partecipare, a prendere parte, ad occuparsi, ad entrarci dentro e, quindi, ad investire risorse per farlo. La correlazione fra interesse e apprendimento è molto forte e sembra essere una delle componenti motivazionali più potenti anche in termini educativi. L’interesse migliora l’apprendimento perché spinge ad elaborare in modo significativo i contenuti da apprendere, favorendo la comprensione e la memorizzazione.

Stare in rapporto in prima persona con le cose del mondo induce ad un atteggiamento più aperto all’uso di strategie efficaci, libera risorse attentive favorendo l’autoregolazione e l’attivarsi di emozioni positive a supporto dell’apprendimento.

Per utilizzare l’autostrada della motivazione intrinseca occorre esporre i bambini a diverse tipologie di attività  e a diverse strategie  come i giochi didattici, le attività ludiche e di problem solving. Il metodo ortogenetico promosso dal progetto siglo rappresenta la dimensione più ecologica dell’apprendimento, perchè minimizza la stanchezza e lo stress attraverso l’attivazione dell’interesse e della curiosità arrivando a sviluppare la motivazione intrinseca.

In altre parole, la motivazione che ha origine dal bisogno di apprendere, quindi intrinseca, sviluppa la conoscenza come esperienza, esplorazione, invece, la motivazione stimolata dall’esterno, cioè estrinseca, svaluta la conoscenza e si concentra prettamente sul premio.

Perché trasmettere tutto ciò sin dai primi anni di vita scolastica, quindi dalla scuola dell’infanzia?

Stimolare la motivazione intrinseca previene l’insuccesso scolastico e le difficoltà nell’imparare a leggere e a scrivere. La maggior parte degli studenti studia in modo superficiale, perché studiano solamente in funzione al voto, per evitare punizioni o per far piacere ai genitori o agli insegnanti. Focalizzano la loro attenzione solo su ciò che è facile, evitando, così, le situazioni complesse, e considerano, pertanto, l’insegnante come un giudice, come una figura autoritaria di cui aver paura. Gli studenti motivati intrinsecamente, invece, cercano di raggiungere una competenza attraverso l’impegno, lo sforzo, la sfida con se stessi, studiano per essere intelligenti e considerano l’insegnante e il genitore come una guida, una risorsa.

In conclusione possiamo notare come questa tipologia motivazionale permette al bambino di far propria una modalità della quale si servirà anche nell’età adulta, quindi è a lunga durata e si esplica nella possibilità che il bambino compia l’azione per una sua gratificazione personale ad esempio perché, molto semplicemente, ha imparato qualcosa!

Questo tipo di motivazione porta il bambino a diventare un adulto che fa le cose non per sentirsi dire che è bravo, ma per sentirsi bravo, per se stesso!Sarà un bambino che affronterà la scuola con entusiasmo e non dovrà essere sempre rimproverato per fare i compiti.

 

 

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