Rispettare il tempo dei bambini. Che cosa significa?

Sara Caretta/ febbraio 15, 2017/ categoria genitore/ 0 comments

Rispettare il tempo dei bambini nell’apprendimento della lettura e scrittura

Siamo catapultati nell’era dei social network: questo se per alcuni aspetti ha della positività per altri, invece, può creare dei sentimenti di competitività ansiogeni che non sempre fanno bene ai genitori e di conseguenza ai propri figli.

Nei gruppi di whatsapp, in facebook ci si manda video e messaggi in cui si sente spesso dire: “mio figlio parla già”, “mia figlia già cammina” ecc.

La conseguenza di tutto ciò sono paure e insicurezze che vengono aumentate dal paragone tra figli.

A volte ci si dimentica che ogni bambino è unico. Ciascuno ha i suoi tempi.

Questa vale anche per le prima paroline e per l’apprendimento della lettura e scrittura.

La scuola non aiuta perché si  è deciso che il bambino deve imparare a leggere e a scrivere in un determinato momento, con dei metodi uguali per tutti ed entro un tempo prestabilito.

In una classe di circa 25 bambini TUTTI devono imparare a leggere e a scrivere da Settembre a Dicembre, ma spesso può capitare che qualche bimbo non capisca un passaggio e così rimane indietro andando ad inficiare la sua carriera scolastica.

Il tempo relativamente breve  e le modalità sostanzialmente comuni ad un gruppo di bambini che possiedono caratteristiche diverse non aiuta lo sviluppo di un apprendimento significativo per il bambino.

Si pensa che il bimbo raggiunga la maturità per questo apprendimento solo alla scuola primaria e che tale apprendimento richieda un “addestramento” guidato da parte dell’adulto.

Si ritiene che solo così sia possibile insegnare al bambino la strumentalità della lettura e della scrittura necessaria per poi cogliere i significati di quello che legge.

Con questa modalità, però, diversi bambini possono incontrare delle difficoltà che , anche quando vengono superate, possono generare un cattivo rapporto con la scuola e quindi con lo studio. Inoltre, ritenendo la lettura e la scrittura un dovere scolastico i bimbi non raggiungono il piacere dell’imparare cose nuove e non capiscono la significatività del loro impegno.

Vengono da porsi a questo punto delle domande. Com’è possibile insegnare a leggere e a scrivere rispettando i tempi naturali del bambino? Quali sono i presupposti per renderlo piacevole e significativo?

E’ importante sottolineare che il metodo che consente di rispondere a queste domande è il risultato di alcuni presupposti teorici che hanno consentito innumerevoli pratiche da parte dei genitori e degli insegnanti.

La possibilità per il bambino di apprendere a leggere e scrivere in modo piacevole e rispettando i suoi tempi richiede alcuni presupposti che costituiscono il metodo ortogenetico, chiamato così perché mette in rilievo l’aspetto naturale dell’apprendimento della lettura e della scrittura.

La convinzione centrale attorno alla quale si sviluppa il metodo è che l’apprendimento del linguaggio alfabetico va proposto ai bambini in modo ludico favorendone l’autonomia, seguendo ritmi e interessi.

Da questo aspetto ne derivano due concetti fondamentali:

  • I bambini apprendono a leggere e a scrivere non per soddisfare aspettative o richieste di altri, ma per rispondere a propri bisogni e desideri;
  • L’apprendimento avviene in modo significativo perché punta sugli interessi del bambino rispettando il suo tempo.

Cosa significa tutto ciò?

Alla competenza di letto-scrittura i bambini arrivano in tempi differenziati poiché in essa convergono il grado di interesse, i livelli di maturità, di memorizzazione e di concentrazione, i ritmi e le strategie personali di apprendimento e molti altri elementi che sono profondamente personali. Lasciare il bambino giocare serenamente e creando dei contesti proficui si mantiene vivo l’interesse per l’apprendimento.

Come adulti ci siamo dimenticati come era bello giocare e perché lo facevamo con tanto interesse e desiderio. In realtà l’attività ludica  è una modalità molto efficace per ottenere obiettivi sorprendenti perché tutto ciò che viene proposto  non diventa un compito da fare, ma un gioco per scoprire il mondo e questo stimola la motivazione intrinseca, cioè il fare qualcosa non per far piacere agli altri, ma per il piacere stesso di farlo.

Giocare insieme al bambino diventa quindi un modo semplice ed efficace per entrare in relazione profonda con lui stimolando le potenzialità e capacità già insite in lui.

L’obiettivo, quindi, non è l’insegnamento di una mera tecnica, bensì stimolare in lui l’amore per la scoperta e il piacere di leggere e scrivere per comunicare i propri vissuti.

Nel gioco tutto questo si realizza naturalmente senza forzare il tempo di apprendimento del bambino ed è per questo che giocare è il miglior modo di apprendere!

Progetto Siglo promuove questo metodo che permette di rispettare il tempo del bambino attraverso degli strumenti molto semplici che genitori e insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria possono adottare per rendere l’apprendimento della lettura e della scrittura un momento piacevole, significativo e non impositivo.

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