Mamma o lavoratrice?

Sara Caretta/ febbraio 21, 2017/ categoria genitore/ 0 comments

Dedicare tempo ai propri figli. come?

Come far combaciare la frenetica routine di una lavoratrice con l’impegno genitoriale di una mamma? Come dedicare tempo alla crescita di tuo figlio?

Oggi la donna ha più ruoli: è madre, figlia, compagna o moglie, collega, lavoratrice, amica. Non è sempre facile mettere assieme tutte queste dimensioni e molto spesso capita che si arriva a fine giornata con la sensazione di non aver fatto tutto bene.

Finalmente ci si corica e si insinua dentro di noi una strana sensazione, un senso di colpa nei confronti del nostro piccolo che non ci fa dormire serene. Certamente le condizioni di vita della società odierna non aiuta una madre di famiglia che lavora, ma ci sono dei semplici trucchetti che ti possono aiutare a rendere il tempo che trascorri con il tuo bimbo un momento di qualità e allo stesso tempo dedicare tempo alla crescita scolastica del tuo bimbo; perché si sa…non conta tanto la quantità di tempo che si dedica al proprio bimbo, ma la qualità dello stare assieme nel qui e ora.

Nel metodo ortogenetico il genitore viene condotto per mano a fare esperienza dello stare con il proprio bambino per il piacere di accompagnarlo nella crescita.

Uno dei punti cardini è la presa di consapevolezza che per accompagnare il figlio occorre prendere il suo passo, non imporgli il nostro e guardare la realtà dal suo punto di vista per coglierne il diverso impatto che ha su di lui.

Per mettere in pratica quanto appena detto l’esperienza dei vissuti si rivela molto efficace. I genitori stimolano il dialogo affinchè il bambino prenda consapevolezza delle proprie esperienze e degli eventi che ha vissuto durante la giornata. Esprimendo il proprio piacere nel conoscere quello che hanno fatto, imparato e vissuto puoi

Un’altra occasione educativa che ci offre il metodo è quella di raccontare o leggere una storia al proprio bimbo. La scelta della fiaba o favola è di grande importanza in particolare rispetto allo sviluppo psicologico ed emotivo del bambino. Scegliere il libro o la storia da leggere non va lasciata al caso in base a ciò che si possiede a casa, bensì deve essere pensata in base al grado di sensibilità del bambino, alla sua personalità, all’ambiente in cui vive e soprattutto ai vissuti e alle esperienze personali. Un suggerimento in questo caso è quello di prediligere  storie che narrano vicende facilmente relazionabili al contesto di vita del bambino e alle sue conoscenze.

Se ad esempio al tuo bimbo piacciono i trattori si sceglierà un libro che tratti di questo argomento e così via.

In concomitanza con questo un’altra attività da proporre in casa è quello di disegnare. A volte noi adulti diamo poca importanza a questa attività perché la riteniamo meno importante della lettura e dello studio, in realtà assolve a molteplici funzioni e bisogni sia del bambino che del genitore. Disegnare la storia che il genitore ha appena letto non solo stimola la memorizzazione e l’attenzione, ma crea anche un rapporto di collaborazione con il genitore il quale in seguito potrà scrivere sul retro del foglio mediante un’unica semplice frase proprio quel particolare della storia che il bambino spontaneamente ha scelto di rappresentare. Da qui possono nascere molteplici occasioni per parlare con il bambino come uno scambio d’impressioni e di sentimenti. Un’accortezza fondamentale da tenere durante questa attività è quella di porre attenzione al proprio modo di razionarsi al bambino: l’atteggiamento, infatti, non dovrà essere di valutazione e controllo bensì vivere questo momento come compagni di viaggio, in quanto come afferma il prof.re Girelli, ricercatore all’Università di Verona e promotore del metodo, “il dialogo non nasce dal dovere di farlo, ma dal profondo piacere di stare in relazione con l’altro.”

Il bambino attraverso queste modalità diventerà un adulto che si ricorderà di più questi momenti di intimità e di relazione profonda con il genitore che il tempo trascorso senza di loro.

 

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