Scrivere è comunicare, non riprodurre segni grafici

Sara Caretta/ marzo 4, 2017/ categoria genitore/ 0 comments

L’esigenza di comunicare come motore dell’apprendimento della lettura e scrittura

Quando parliamo lo facciamo per dire qualcosa a qualcuno.  Parliamo con uno scopo…che sia far sapere all’altro come sto, per comunicarli i miei pensieri, le mie emozioni…per organizzare qualcosa e molto altro ancora.

Scrivere ha la stessa funzione. Certamente è necessario saper riprodurre i segni grafici delle lettere, ma non è sufficiente. Scrivere presuppone,infatti, l’aver a disposizione dei contenuti. Non scrivo se non ho nulla da dire! E non scrivo se non sono motivato a farlo.

Quindi possiamo notare che la scrittura non riguarda solo l’insegnamento della tecnica, ma presuppone qualcosa di ancora più importante: il contenuto e la motivazione. Due ingredienti fondamentali per l’apprendimento della scrittura che a volte dimentichiamo o mettiamo in secondo piano pensando che prima sia importante l’apprendimento della tecnica e solo successivamente dei contenuti.

Prima si impara a scrivere e poi a comunicare.

Questo modo, però, va a complicare di molto l’apprendimento della lettura e della scrittura in quanto non va a sviluppare il motore centrale, la forza trainante, il motivo per cui scrivere diventa interessante.

Eh si!Perchè se qualcosa non stimola il nostro interesse non la facciamo, oppure la facciamo svogliatamente facendola male. Così anche il bambino.

Stimolare l’interesse e quindi la motivazione all’apprendimento della lettura e della scrittura diventa, quindi, il primo passo. Il metodo ortogenetico aiuta l’insegnante o il genitore a stimolare il bambino attraverso dei giochi, attraverso i quali il bimbo si diverte imparando.

Servirsi di alcune figure note al bambino come casa, cane e adottare quelle che riguardano l’esperienza propria del bambino è una delle attività che consente al bambino di imparare  a compiere autonomamente e correttamente l’attività della messa in corrispondenza fono-grafica. Quest’ultima riguarda il legame tra suono e segno. Dietro alla figura verrà scritta il nome della figura rappresentata in modo tale che il bambino possa auto-verificare l’esattezza di quanto scritto.

Dopo che si ha sviluppato la motivazione a comunicare il resto verrà con molta spontaneità e naturalità in quanto abbiamo acceso il motore!

Mano a mano che si procede si cambierà marcia dalla prima alla quinta rispettando il tempo del bambino, il quale sarà avvantaggiato perché interessato a comunicare, a scoprire e a comprendere i significati delle nuove parole.

Il metodo ortogenetico propone molti giochi al riguardo che potete trovare nel libro per genitori “Le parole sono un gioco. Scoprire il piacere di leggere e scrivere in famiglia” e nel libro per insegnati della scuola dell’infanzia “ Giocare con le parole. Sostenere l’alfabetizzazione emergente nella scuola dell’infanzia”.

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