Sbagliare aiuta il bambino?

Sara Caretta/ marzo 21, 2017/ categoria genitore, categoria insegnante/ 0 comments

A volte capita che non si sappia come relazionarsi ad un bambino che fa un errore. Molto spesso lo si sgrida oppure si spiega gentilmente come dovrebbe essere fatta quella cosa, ma poi puntualmente ricapita!Come fare?

Molto spesso si teme l’errore. Sbagliare è sintomo di non riuscire a fare qualcosa o quantomeno di non farla bene.

Significa avere bisogno di qualcuno che ti corregga.

Ma se non fosse così?

Se da un errore si potesse imparare in autonomia e correggersi attraverso un’autoverifica?

Per il bambino commettere un errore significa fare un’esperienza che per il suo carico emotivo si ricorderà per molto tempo.

Il materiale del metodo ortogenetico ha creato il modo affinchè  sia il bambino stesso che  commette l’errore  a correggersi di conseguenza, senza l’intervento dell’adulto.

La scelta deriva dall’esperienza del maestro Meneghello che lavorando per molti anni con i bambini si è reso conto che l’apprendimento avveniva con maggiore facilità nel momento in cui il bambino scopriva in autonomia di aver sbagliato e si correggeva da solo provando una grande gratificazione che lo portava a non aver paura di provare nuove cose come ad esempio studiare un nuovo libro, intraprendere uno sport e così via.

Il detto “sbagliando s’impara” racchiude una delle grandi verità dell’educazione.

Come ci insegna anche Maria Montessori l’errore commesso a auto corretto in modo autonomo porta all’indipendenza, alla crescita sana e alla creatività.

Inoltre, le attività che prevedono l’autoverifica stimolano la motivazione intrinseca indispensabile per un futuro adulto equilibrato e determinato.

Il ruolo dell’adulto, quindi, non sarà quello di imporre una correzione e nemmeno di insegnare al bambino come si fa, ma di creare le condizioni perché egli possa scoprire da sé le intuizioni e le soluzioni adatte alle sue possibilità.

All’adulto, quindi, come sostiene il ,   è richiesto di assumere la regia della situazione , creando le condizioni perché sia il bambino ad essere protagonista autonomo, sviluppando il suo autentico desiderio di conoscere e imparare.

Questa modalità a parole sembra semplice, ma difficile da mettere in pratica. Solitamente, infatti, l’adulto tende a fare le cose al posto del bambino, a correggerlo al primo sbaglio oppure anticipare l’errore non consentendo al bimbo di commetterlo.

Non solo l’adulto, ma anche le attività e gli strumenti che diamo al bambino hanno una parte rilevante in tal senso. Nel metodo ortogenetico le attività ludiche e i percorsi operativi sono pensati e volutamente creati affinchè il bambino possa attuare l’ autoverifica nell’apprendimento della lettura e della scrittura. In questo modo il bambino diventa protagonista nel proprio agire favorendo in lui:

  • Il procedere autonomamente, secondo il proprio ritmo e senza sentirsi controllato;
  • La gratificazione intrinseca che incrementa la motivazione intrinseca, come motore del proprio agire;
  • L’autonomia e il senso si autoefficacia riguardo al sentirsi capace di apprendere;
  • Il sentirsi protagonista del proprio apprendimento, come conseguenza del saper procedere per scoperta.

 

Torniamo nuovamente a dare, quindi, una valenza positiva all’errore, non soffochiamolo, ma portiamolo a vantaggio dell’apprendimento dei nostri bambini attraverso le attività proposte dal metodo ortogenetico.

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